In Italia si usa fare così:si fa la fila,si aspetta il proprio turno e si sale sulla ribalta.
Il personaggio arriva al centro del palco:”volete sapere qualcosa sul mio curriculum?”,domanda.
“Non ci interessa,fai presto che sta già scadendo il tempo”-gli risponde un uomo con un cronometro nel palmo destro e un lampione puntato con la mano sinistra.
La lancetta fa i suoi dovuti giri,passa uno spazzino e porta con se il personaggio che si sta esibendo sul palco.
Sembra l’inizio di un romanzo:di quelli un po’ “strani”.Psicologici.Psichedelici.
Invece è solo la mia visione di ciò che “fa notizia”,in Italia;è solo il processo che porta a riempire le pagine dei quotidiani,le parole di chi fa due chiacchiere in autobus,e una pagina di questo blog.
Ora quello che calca la scena è Marco Travaglio;l’uomo con il cronometro sono io,sei tu che leggi,è il giornalista che scrive;lo spazzino sarà un politico potente,un porporato eminente,un magistrato.
Nessuno lo conosceva Travaglio prima che facesse Anno Zero,e la metà delle persone-rispetto ad oggi-conosceva Santoro prima che facesse scandalo la lite con Berlusconi.
Oggi il più lo fa la televisione perché i giornali,per quei pochi che li comprano,si sfogliano,non si leggono.
Ci si ferma al titolone,si arriva con sforzo al sottotitolo.
L’impronta culturale odierna è incentrata sul bombardamento delle immagini:non c’è più gusto nel leggere uno bell’articolo o nell’imitare lo stile di quella “fine” penna che tanto ci piace.
E’ una cultura fisiognomica.Ora Travaglio non puoi più non riconoscerlo.
E chi se ne frega se non sappiamo che è stato “discepolo” di uno dei più grandi giornalisti di tutti i tempi (Montanelli),se la sua presenza in un programma di Luttazzi è costata a quest’utlimo l’allontanamento dalla Rai e dieci citazioni a giudizio per Travaglio che è stato assolto per tutte le denunce tranne che per quella mossa da Previti,nel quale processo (in sede civile) è risultato soccombente e condannato a pagare circa 80 milioni di vecchie lire.
Chi se ne frega se si è fatto le ossa su l’Espresso,La Repubblica e ha scritto una ventina di libri.
Ora si che gli chiediamo l’autografo,ora che sta cavalcando l’onda del successo sputando su tutto e tutti senza farci capire da che parte sbrogliare la matassa,e portando alla luce un modello altro che sembra più incasinato di quello dal quale si vuole fuggire.
Io posso anche apprezzare il Travaglio che fa soldi sull’ossessionato antiberlusconismo e che porta a galla i processi di Tizio e Caio:il giornalista che fa informazione non fa altro che il suo mestiere (merito però a quei pochi che lo fanno bene).
Se uno,però,vuole fare politica deve dare risposte e non solo sparare a zero su tutta la polvere possibile e immaginabile.
Andare nelle piazze,appoggiare apertamente l’Italia dei Valori,sedersi nel salotto buono è fare politica!
Lo sappiamo che i parlamentari dello Stato in cui viviamo sono i manovratori di un destino fatto a tavolino,che molti di loro ha precedenti giudiziari,che Berlusconi…che Veltroni…
Mi rifiuto,però,di combattere una presunta “dittatura” con un’anarchia,per lo più giustizialista.
Io voglio una televisione senza bavagli ma non voglio che per questo ci si prenda la licenza di fare illazioni sulla seconda carica dello stato senza assicurarsi il contraddittorio: le istituzioni si criticano rispettandole, non per bigottismo ma solo perché il sistema si deve rinnovare e non disintegrare per non scaturire in una anacronistica rivoluzione.
L’antipolitica scaturisce,quasi sempre,nel qualunquismo e nel populismo non troppo distante dalla politica stessa.
Il Travaglio show-men che vuole fare politica è l’emblema di un appiattimento che ha colpito anche lui:è un po’ come il magistrato Woodcock,marionetta di un sistema sempre più fenomeno da baracconi.
Se la missione di Travaglio è quella di fare controinformazione non bastano gli spazi sui vari giornali e i libri nelle librerie?
Perché sfondare la porta della politica per poi entrare dalla finestra?
Grillo ha avuto batoste a destra e a manca per le liste civiche che ha appoggiato:la gente lo vuole comico.
Travaglio sta perdendo consensi,sicuramente anche grazie ai politici che lo stanno oscurando:la gente,però,gli conserverà la credibilità solo se resterà un eroe da dietro le quinte.
Di certi personaggi ne abbiamo già troppi!
P.S:guardate l’articolo scritto da un collega di Travaglio su Repubblica
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/14/035non.html
Pubblicato da luigicarbone
Pubblicato da luigicarbone