Impediti legittimamente

Da oggi Giorgio Napolitano, Renato Maria Giuseppe Schifani, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi non sono più uguali davanti alla legge a Tizio, Caio, Sempronio e Mevio.
E’ meglio precisare che ben poco c’entrano le quattro più alte cariche della Repubblica perché il legittimo impedimento non è circoscritto ai reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni: la Costituzione infatti già accorda la protezione per quel che concerne l’attività pubblica ma ovviamente non può tutelare l’identità del titolare della carica in modo difforme rispetto a qualsiasi altro cittadino.
Negli Stati Uniti Clinton tentò di arrivare al medesimo risultato al quale è arrivato Silvio Berlusconi ma la Corte si oppose ritenendo le accuse della signora Jones (violenza sessuale) in nessun modo collidenti con l’attività presidenziale.
Non sarà così per i processi riguardanti la corruzione dell’avvocato Mills, la diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo ai danni delle Cooperative Rosse e per la compravendita di diritti televisivi.
A questo punto si spera solo che non vada a buon fine il proposito già sancito nella legge approvata oggi in Senato che prevede il varo di una legge identica ma di rango costituzionale: sporcare la nostra Carta con una simile porcata sarebbe davvero troppo!

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