Arrevuoto,fine capitolo!

26 aprile, 2008

6,5,4…
“Ragazzi ci siamo,il pubblico è in sala.Silenzio!”
Tutti lì,in fila indiana,dietro le quinte:il cuore che si misura con il battito della platea ansimante,il vuoto di memoria…
Sguardo alle sedie rosse:”Mio dio quanti ne sono!”…”Tranquilli ne siamo parecchi anche noi!”…
3,2,1…Si parte,chi è di scena?!
Non c’ero dietro le quinte eppure mi è sembrato di vederlo,l’esercito di folletti al completo!
“Come fanno a star così tranquilli prima di entrare sul palco?”-mi domando
“Ma dai,che vuoi che capiscano,i bambini?!-mi rispondono…
Non sono d’accordo:questi non son bambini;tutt’al più saranno professionisti alle prime armi!
“Gli sarà mai venuta l’idea di non entrare in scena per scherzo,di scapparsene per paura?”
No! Il contratto è contratto,pacta sunt servanda!
Arrevuoto in fin dei conti è proprio questo:è un tacito patto,lo spazio che la Napoli che vive si prende ogni anno per pensare.
Penso un pò alle olimpiadi nella Grecia arcaica:dinanzi al sacro si deve fermare tutto,persino le guerre.
Paragone quanto mai azzeccato:l’antica Grecia sta ad arrevuoto come la sacralità del rito a Marco Martinelli.
Non c’è dubbio,qui parliamo di magia,di teatro (quello puro) che ha molto a che fare con Dioniso,con la funzione rituale di chi ha qualcosa da dire.
Oggi è difficile che qualcuno ha qualcosa da dire,o comunque che ci pensi un bel pò prima di farlo.
Molière,Jarry o Aristofane,che differenza c’è? sono tutti pretesti,referenti letterari di un qualcosa che ha pur sempre molta familiarità con il classico,l’intramontabile.
L’immaginario malato non è un capolavoro;nemmeno Martinelli sfugge alla regola secondo la quale il bello è difficile farlo almeno quanto ripeterlo.
Parlando di un’esperienza triennale il paragone con i due anni precedenti è una tentazione alla quale vorrei sottrarmi ma che un pò mi sovrasta.
Onestamente “La pace” e “Ubu sotto tiro” sono nati un pò come figli della gallina bianca:la situazione politica era sicuramente più tranquilla e fu molto più semplice fare rumore.
Il terzo movimento di arrevuoto ha dovuto fare a cazzotti con l’attesa di chi doveva partire da risultati altisonanti e questo ne ha compromesso in parte la riuscita.
Conosco Marco Martinelli,gli attori in scena e tutto ciò che ruota dietro le quinte:posso garantire che non è di mancanza di motivazioni che si tratta perché non sono certo il Presidente della Repubblica e i massimi esponenti dell’amministrazione locale a dare gli stimoli per caricarsi di sana adrenalina e lasciare sul palco fino all’ultima goccia di sudore,ma le due passate rappresentazioni fecero da eco ad una magia di proporzioni sicuramente più ampie.
L’immaginario malato è un vero e proprio esempio di teatro polittico,nel senso più etimologico del termine:il polittico infatti è un dipinto costituito da più parti unite fra loro a formare,spesso,una catena di diversi episodi collegati da un unico filone:al San Ferdinando si è avuta un po’ questa impressione.
Lo spirito libero delle Albe non si è lasciato incatenare da un testo ma ha fatto a pezzi un autore:cosa ben diversa e sicuramente più sadica per chi deve omologare sugli stessi binari un esercito di “improvvisati” dottori.
L’atmosfera che si è creata sulla scena mi ha rimandato alla mente un quadro astratto fatto di tante pennellate gettate lì con forza e decisione.
I quadri astratti hanno,ahimè,un limite oggettivo:c’è chi ci legge qualcosa,chi solo uno scarabocchio.
Prova superata:lo spettacolo ha comunicato una forte carica critica,condotta con una leggerezza quasi naif cui ha fatto da contrasto quella lingua napoletana,tipicamente arrevuotina, usata a punte biforcute.
E’ doveroso,però,annotare che la concentricità degli insiemi narrativi talvolta trovava difficoltà a scorrere fluida,permeandosi di elementi,le pennellate appunto,che apparivano troppo artificiosi e forzosamente aggiunti per trasportare il pubblico fino in fondo.
L’alchimia della rappresentazione non è riuscita a dare il “La” a quel classico colpo che,come si dice volgarmente,fa cadere il teatro colpendo diritto alla platea.
Il titolo,trovata pressochè geniale,è specchio fedele di una realtà talmente amorfa che ha inghiottito il prodotto stesso.
Siamo un pò tutti davvero sovrastati da una crisi culturale,politica,economica,di cui è vittima lo stesso regista,che avrà avuto talmente di quei punti da toccare che ha finito per imbottire il copione di tutto quel senso di indefinito che c’è nell’aria.
Stilisticamente molto apprezzabile la scelta di condurre tutto ad una sottile ironia:Jean de Santeul,meglio noto come Santolius,avrebbe detto che Martinelli in questo spettacolo “castigat ridendo mores” (cerca di correggere il costume deridendolo).
Molière calza a pennello:non c’è più spazio per la grassa risata perché,come recita il rito (figlio naturale di Aristofane adottato da Marco),il gioco si fa pesante e la domanda è sempre la stessa:”che destino avremo?”
Bisogna partire proprio dalle idee e costruire mattone su mattone questo futuro che ancora non riusciamo a scorgere come diverso dal piattume dell’oggi:se è innegabile che “l’immaginario malato” appare ancora troppo allo stato embrionale per assumere un connotato definito,è innegabile che è pur sempre frutto di un lavoro,di un’idea!
Il nostro immaginario è davvero malato,contaminato come il nostro sottosuolo:il sapore che lo spettacolo ti lascia in bocca è lo stesso che si ha guardandosi attorno.
Anche il finale è meno speranzoso del solito perché si è investiti dagli stessi camici bianchi,fantomatici dottori,che hanno dato via al tutto.

P.S.

Il mio commento non è minimamente intenzionato a suggerire correzioni né a dare pareri troppo tecnici,vista la mia inabilità nel farlo,ma è la semplice messa per iscritto del pensiero che ho elaborato uscendo dal teatro:tutti pensano dopo uno spettacolo (almeno si spera) e questa forse è la magia di quest’arte.

Non avrò più occasione di essere così antipaticamente somigliante ad un critico ammuffito perché si tratta dell’ultimo capitolo di questo splendido romanzo chiamato “Arrevuoto”.

Vorrei ringraziare Marco Martinelli e tutto il cucuzzaro (non li nomino tutti perché la mia prematura demenza senile mi porterebbe a fare torto a qualcuno) perché hanno convinto anche un cieco come me a capire che nell’apparente sterilità del terreno si può sempre cavare qualcosa di buono,basta solo tanta acqua.

Grazie davvero per questa pioggia di sentimenti che è venuta dal genio di un uomo che è nato con una missione da portare a termine:regalare emozioni a questo mondo così grigio.

Vedere i bambini,i grandi,i rom,i napoletani,le autorità,le mamme e i papà d’Italia emozionati non dalla logica del denaro ma dalla leggerezza di un’arte antica come il mondo è stato qualcosa che porterò con me anche nella prossima vita,speranzoso che nasca ancora così fortunato da incontrare gente come voi.

Semplicemente Grazie!

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L’ultima volta del Berlusca!

16 aprile, 2008

Che sia un uomo di parola non v’è dubbio (ed è cosa bene diversa da dire che è un politico di parola).
Berlusconi Silvio da Arcore,per l’anagrafe classe 1936,per Montecitorio classe 94,l’ha promesso:ultimo capitolo!
Partiamo brevemente dalla campagna elettorale:toni smorzati,programmi simili.
Griglia di partenza:coalizioni nuove e nomi originali.
In pole position Silvio Berlusconi su Pdl.Seconda fila per Walter Veltroni su Pd.
Un “L” di differenza che vale più di 8 punti percentuali.
“L” come Lega:boom assurdo(è pur sempre un movimento che ha una base elettorale limitata).
Completano la griglia la Sinistra Arcobaleno;nome geniale:la diversità dei colori politici come forza che determina il risultato finale,quell’arcobaleno che è costato caro all’ex presidente del consiglio e che scottava ancora tanto agli elettori.
Grande sconforto in tv per i quadri dirigenziali del partito socialista e della sinistra arcobaleno:niente seggi in parlamento.
I commenti a caldo:”L’italia è l’unico paese che non ha questo tipo di rappresentanza parlamentare!”.
Mancava solo un dito puntato,a dire a noi elettori: è colpa vostra!
Fate mea culpa!Nanni Moretti aveva ragione quando diceva che la sinistra non sa perdere perchè quando perde è infastidita, non delusa. Infastidita, perchè crede che la vittoria le spetti.
Sicuramente una legislatura che si interrompe è un evento grave,al quale noi non dobbiamo abituarci:il capro espiatorio il popolo lo vuole per questa caduta del governo.
Eccoli belli e pronti i nostri caproni:Fausto Bertinotti da Milano classe 1940,Alfonso Pecoraro Scanio da Salerno classe 1959 e Oliviero Diliberto (Cagliari ,’56).
Walter Veltroni si presenta come l’homo novus della politica:avrebbe dovuto puntare su qualche colpo ad effetto più credibile visto che è un pensionato della politica…e poi questo buonismo aveva l’aria di essere troppo mielato.
Nota doverosa:gran comunicatore,sicuramente il migliore:politichese perfetto,convinzione strenua di essere “vergine”,toni mai esasperati.
Punti vincenti:mancata demonizzazione dell’avversario,semplicità nell’esposizione,grande curriculum!
Non basta Walter.
Gli Italiani hanno preferito farsi raccontare la storiella più da chi è timbrato alla “Pinocchio” (con tanto di naso) piuttosto che da chi si elargisce a fata turchina.
Due parole sulla lega:avete presente quando fate un esame di merda e il prof vi dice:”complimenti,30″?
Voi mi risponderete “no,non è possibile”!
Già,non è possibile:Bossi non avrebbe scommesso un euro su una quota superiore al 5%.Ha totalizzato l’otto!
I migliori politologi sono d’accordo:è lo spirito della terza repubblica e le lega lo incarna a perfezione.
Grande vicinanza con la base elettorale,non identificata collocazione nello scacchiere politico (non mi dite che è di destra),dialettica popolare e toni esasperati sui punti più caldi del sentire pubblico (immigrazione,criminalità,inflazione).
Io comunque resto scettico come le maggiori forze politiche mondiali:ognuno ha i suoi polli ma questi stanno diventando bisonti!
In ogni caso viva la democrazia:rispetto per le scelte degli elettori che detengono la sovranità.
Auguri al Cavaliere,affinchè possa governare cinque anni restituendo al paese quella vitalità di cui ha bisogno partendo proprio dalle riforme di cui ha bisogno.
Auguri a Walter! un uomo realmente “vergine” deve saper apprezzare anche la sconfitta:i milioni di elettori che lo hanno votato ora si aspettano una grande opposizione,è suo dovere (il governo ombra stile britannico mi piace).

Auguri a noi italiani tutti che abbiamo scelto gli artefici del nostro destino politico per i prossimi cinque anni.
Questo è il nostro responso: CAMERA
PDL-LEGA-MPA 46,81%(17.063.874 voti) PD-IDV 37,55%(voti 13.686.673)
  SENATO
PDL-LEGA-MPA 47,32% (15.507.549 voti) PD-IDV 38,01%(voti 12.456.443)

Al futuro l’ardua sentenza!


AAA Martin Lutero cercasi

6 aprile, 2008

Eppure non siamo nè la Repubblica Dominicana nè l’Afganistan!
Possibile che Machiavelli abbia buttato 50 anni della sua vita a parlarci di distinzione tra morale pubblica e privata e nessuno ha ancora capito di cosa si tratti?
Signori moralisti storcete già da adesso il naso:vi ho mensionato paesi lontani,ho citato Niccolò Machiavelli..e li ho usati per introdurvi questo nome:Carmela Carcuro detta Lina,da Napoli.Professione:medico.Concorrente del Grande Fratello edizione 2008!
Oddio Big brother,vi accompagno anche io nello storcere il naso.
Tranquilliziamoci tutti,non è di quello che voglio parlare:Carmela Carcuro detta Lina da Napoli,professione medico e concorrente del G. F. è solo un pretesto!
E’ possibile mai che nel 2008 l’ordine dei medici sia ancora ancorata a questo schema per il quale la vita privata di un dottore possa essere letto alla luce di una valutazione ricadente anche sul suo operato?
Da legista convinto non discuto minimamente l’atteggiamento dell’ordine:a seguito di 20 denunce pervenute,il presidente dell’ordine ha dovuto aprire un fascicolo che probabilmente porterà ad una sanzione per la signora Carcuro.
Quello che mi fa rabbrividire è la linea di principio che c’è dietro tutto questo:perchè non rivederlo questo codice se è ancora così invadente per la vita privata di un medico che,a parere mio,può tranquillamente essere di giorno un valente salvatore di vite umane e di notte una persona dai facili costumi?
L’articolo 1 così recita:”Il comportamento del medico, anche al di fuori dell’esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa.”
Per chi come me studia legge sa che esistono le cosidette clausole generali:”agire in BUONA FEDE” è un qualcosa che può racchiudere una marea di valenze;una definizione è impossibile.
Ecco,se proprio vogliamo essere minuziosi nell’osservare la questione possiamo anche affermare che non urge una revisione del testo ma una sua interpretazione più operante con l’attualità:le parole da sole non censurano il comportamento di Lina.
Il decoro e la dignità della professione?
Il decoro e la dignità…di che cosa? della professione (complemento di specificazione).
La professione non può che rifarsi all’espletamento delle funzioni professionali:non c’è nesso di casualità tra un effusione e un intervento di appendicite.
Obiezione:ma lei l’ha fatto in tv,davanti a milioni di spettatori!
Risposta:un vero codice deontologico (ammesso e non concesso che sia auspicabile oggi un codice deontologico nel senso di codice morale) detta legge in merito a questioni etiche atte a preservare l’integrità del soggetto e non il giudizio della gente su questo:tutti i medici,essendo uomini,hanno dimistichezza con simili atteggiamenti; ora il punto è: assodato che lo fanno tutti,la differenza (che ha scatenato il putiferio) tra la concorrente del Grande Fratello e un fantomatico Dottor Tizio, è solo quella che magari il fatto di Lina è conosciuto da più persone,oppure l’elemento chiave è che l’ordine dei medici ha subito un trauma nel capire che non regola gli interessi di un gruppo di francescani bensì di uomini in carne ed ossa?
L’ordine non può ancora credere che i medici siano visti come i traumaturghi del caso,i maghi che guariscono inspiegabilmente,i super eroi in camice bianco.
Tutti gli esseri umani sono fatti di carne,tutti i medici sono esseri umani=tutti i medici sono fatti di carne!(Aristotele)
Perchè si pensa ancora che il fare di nascosto va bene e,a parità di condizioni,fare e rendere pubblico è sbagliato? l’azione è,semmai,da condannare non la sua pubblicità; salvo,ovviamente,i casi di lesione del buon senso comune perchè non sto certo giustificando una coppia di pervertiti che fà sesso ad ora di pranzo nel pieno di piazza plebiscito; perchè poi,per entrare un attimo a fondo nella vicenda ,signori,amanti come me della risata facile,che vi divertite con la ” Gialappa’s” su Italia 1:chi di voi non ha visto le immagini incriminate?Vi sembrano scabrose?
Se quella è lesione della professionalità o del buon senso allora credo proprio che possiamo anche tornare all’investitura o allo “Jus primae noctis”:i venti medici che hanno fatto denuncia sono ufficialmente ricercati…secondo voi non hanno mai fatto la pipì per strada?


“Ideologia”,chi era costui?

6 aprile, 2008

 Chissà se sto scrivendo una delle pagine più tristi dei giorni nostri o se semplicemente questa paura è legata all’abitudine;la politica nel mondo occidentale è sempre stata la proiezione ortogonale,il riflesso di un qualcosa di aprioristico:l’ideologia.
Il dibattito politico,il contraddittorio,le arringhe:mille colori diversi.
Immaginarsi il nostro parlamento nel dopoguerra è un pò come immaginarsi arlecchino.
In fondo teatro e politica sono da sempre legati da un connubio stretto:oggi dire “il teatrino della politica” non offenderebbe nessuno.
La tradizione della commedia dell’arte,per riassumerla in due parole per i meno abituali di questo campo,si rifaceva ai canovacci classici della rappresentazione in maschera:ogni maschera aveva un proprio mondo.
Se in scena c’erano Pulcinella e Pantalone il pubblico già sapeva che era inevitabile di lì a poco lo scoppio di una lite:da una parte la fame,la ricerca del minimo indispensabile garantito e mai lavorato,dall’altra una borghesia troppo avara e vecchia…due mondi troppo lontani per non cozzare!
Essere deputati negli anni 50 significava essere un pò attori,calzare un’ideologia sulla pelle in modo irreversibile.
Grande scandalo fece qualche decennio dopo il compromesso tra i due principali partiti italiani,la DC e il PCI:la gente non poteva vedere insieme Pantalone e Pulcinella (paragone forse esagerato ma sicuramente non troppo distante).
Oggi la politica non è più proiezione ortogonale nè riflesso di niente.
Uccidere Aldo Moro significò uccidere un’idea e con essa una larghissima fetta di popolazione che la sosteneva.
Dietro quell’uomo c’era una struttura solida,forte.
Oggi siamo di fronte ad uomini assoluti,nel senso più etimologico:uomini sciolti da vincoli aprioristici e perchè no,ideologici.
E’ lo stadio più avanzato dell’uomo-macchina,quello razionale e lontano da quelle passioni rosse o nere,quello legato al suo ruolo di rappresentante del popolo più da ragioni di opportunismo che da motivi profondi di “credo”:insomma l’emblema del Veltrusconismo!
Scrivere un articolo significa rendere pubblico un pensiero,nelle sue molteplici facciate:sarei disonesto se dicessi che il tono di questa mia presa di coscienza non è bagnato da una nota di dispiacere,di nostalgia;ma poi riflettendoci non possiamo ridurre il tutto additando la colpa ad una classe politica composta da poco più di 600 persone:è sicuramente il riflesso,la proiezione ortogonale di un andamento di questo nuovo millennio.
Non crediamo più alle ragioni direzionate da un qualcosa di definito,di definibile entro quei confini che prima erano posti a salvaguardia di una coerenza ideologica:siamo nell’era dell'”a posteriori”,si filtra sempre tutto a ragion veduta e non troviamo niente di male nel vedere insieme un Mastella e un Prodi.
Il dato è rilevante:la Germania ci insegna che ci si possono trovare punti in comune e governare a braccetto (cristiano-democratici e social-democratici).
Fini non ha avuto tanto le mani legate da nessuna maschera se ha potuto dichiarare il fascismo il male assoluto del secolo scorso:parlare di fascismo o di comunismo oggi è davvero ridicolo!
Non ho sicuramente scoperto nulla e non è un segreto che i due maggiori partiti italiani,il PDL e il PD,sono partiti post-ideologici:ma è bene non prendere questa constatazione come un qualcosa di frivolo.
Siamo ad una svolta epocale,signori è il momento di toglierci le maschere:è finita la sublime commedia dell’arte,è di scena il cabaret!