Senza titolo!

17 maggio, 2008

In Italia si usa fare così:si fa la fila,si aspetta il proprio turno e si sale sulla ribalta.
Il personaggio arriva al centro del palco:”volete sapere qualcosa sul mio curriculum?”,domanda.
“Non ci interessa,fai presto che sta già scadendo il tempo”-gli risponde un uomo con un cronometro nel palmo destro e un lampione puntato con la mano sinistra.
La lancetta fa i suoi dovuti giri,passa uno spazzino e porta con se il personaggio che si sta esibendo sul palco.
Sembra l’inizio di un romanzo:di quelli un po’ “strani”.Psicologici.Psichedelici.
Invece è solo la mia visione di ciò che “fa notizia”,in Italia;è solo il processo che porta a riempire le pagine dei quotidiani,le parole di chi fa due chiacchiere in autobus,e una pagina di questo blog.
Ora quello che calca la scena è Marco Travaglio;l’uomo con il cronometro sono io,sei tu che leggi,è il giornalista che scrive;lo spazzino sarà un politico potente,un porporato eminente,un magistrato.
Nessuno lo conosceva Travaglio prima che facesse Anno Zero,e la metà delle persone-rispetto ad oggi-conosceva Santoro prima che facesse scandalo la lite con Berlusconi.
Oggi il più lo fa la televisione perché i giornali,per quei pochi che li comprano,si sfogliano,non si leggono.
Ci si ferma al titolone,si arriva con sforzo al sottotitolo.
L’impronta culturale odierna è incentrata sul bombardamento delle immagini:non c’è più gusto nel leggere uno bell’articolo o nell’imitare lo stile di quella “fine” penna che tanto ci piace.
E’ una cultura fisiognomica.Ora Travaglio non puoi più non riconoscerlo.
E chi se ne frega se non sappiamo che è stato “discepolo” di uno dei più grandi giornalisti di tutti i tempi (Montanelli),se la sua presenza in un programma di Luttazzi è costata a quest’utlimo l’allontanamento dalla Rai e dieci citazioni a giudizio per Travaglio che è stato assolto per tutte le denunce tranne che per quella mossa da Previti,nel quale processo (in sede civile) è risultato soccombente e condannato a pagare circa 80 milioni di vecchie lire.
Chi se ne frega se si è fatto le ossa su l’Espresso,La Repubblica e ha scritto una ventina di libri.
Ora si che gli chiediamo l’autografo,ora che sta cavalcando l’onda del successo sputando su tutto e tutti senza farci capire da che parte sbrogliare la matassa,e portando alla luce un modello altro che sembra più incasinato di quello dal quale si vuole fuggire.
Io posso anche apprezzare il Travaglio che fa soldi sull’ossessionato antiberlusconismo e che porta a galla i processi di Tizio e Caio:il giornalista che fa informazione non fa altro che il suo mestiere (merito però a quei pochi che lo fanno bene).
Se uno,però,vuole fare politica deve dare risposte e non solo sparare a zero su tutta la polvere possibile e immaginabile.
Andare nelle piazze,appoggiare apertamente l’Italia dei Valori,sedersi nel salotto buono è fare politica!
Lo sappiamo che i parlamentari dello Stato in cui viviamo sono i manovratori di un destino fatto a tavolino,che molti di loro ha precedenti giudiziari,che Berlusconi…che Veltroni…
Mi rifiuto,però,di combattere una presunta “dittatura” con un’anarchia,per lo più giustizialista.
Io voglio una televisione senza bavagli ma non voglio che per questo ci si prenda la licenza di fare illazioni sulla seconda carica dello stato senza assicurarsi il contraddittorio: le istituzioni si criticano rispettandole, non per bigottismo ma solo perché il sistema si deve rinnovare e non disintegrare per non scaturire in una anacronistica rivoluzione.
L’antipolitica scaturisce,quasi sempre,nel qualunquismo e nel populismo non troppo distante dalla politica stessa.
Il Travaglio show-men che vuole fare politica è l’emblema di un appiattimento che ha colpito anche lui:è un po’ come il magistrato Woodcock,marionetta di un sistema sempre più fenomeno da baracconi.
Se la missione di Travaglio è quella di fare controinformazione non bastano gli spazi sui vari giornali e i libri nelle librerie?
Perché sfondare la porta della politica per poi entrare dalla finestra?
Grillo ha avuto batoste a destra e a manca per le liste civiche che ha appoggiato:la gente lo vuole comico.
Travaglio sta perdendo consensi,sicuramente anche grazie ai politici che lo stanno oscurando:la gente,però,gli conserverà la credibilità solo se resterà un eroe da dietro le quinte.
Di certi personaggi ne abbiamo già troppi!

P.S:guardate l’articolo scritto da un collega di Travaglio su Repubblica
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/14/035non.html

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Italiche cose!

9 maggio, 2008

E’ ufficiale:ci siamo montati la testa.
Italia,Europa meridionale,59 milioni 448 mila 163 abitanti all’ultimo censimento,Repubblica parlamentare,uno dei sette paesi più industrializzati del mondo.
Geopoliticamente paese definito,ontologicamente meno.
La nostra storia,chi era costei?
Così bella,variopinta ed intrigante da affascinare milioni di turisti all’anno che ne vogliono rintracciare le orme.
E noi,proprio noi,la ignoriamo non rendendoci conto che spesso sarebbe la spiegazione più veritiera di un presente che non può non essere figlio di un passato.
La mia bella Napoli è il riflesso più lucente di un medioevo mai tramontato:città del signorotto locale,dei diritti-concessioni,di un autarchia servile che puzza ancora di monarchia e rivoluzioni popolari.
Basterebbe il Castel dell’Ovo,il Palazzo Reale con le sue statue regali o piazza mercato insanguinata dall’emoglobina di un certo Masaniello a spiegare la storia di un popolo così folkloristico quanto incazzato,capace di scacciare la noia di tutti i giorni e il nemico tedesco allo stesso modo.
In una nazione famosa al mondo per le sue organizzazioni criminali,la sua divisione interna in corporazioni e la sua omertà,noi ci permettiamo il lusso di pubblicare on line i redditi dichiarati.
La camorra o la mafia avranno a disposizione gli elenchi timbrati dal Fisco per taglieggiare meritocraticamente le loro vittime.
“Antò non hai voluto prestarmi i mille euro quando poi scopro che guadagni 30 mila euro l’anno?”
Ci rimettono i soliti noti,non certo i politici o i calciatori che guadagnano,tanto,”alla luce del sole”!
Visco probabilmente prima di fare questa magra figura avrà fatto compere da Ikea e sarà stato colpito dalla voglia di liberalità tipica del nord Europa o,mutatis mutandis,vagamente americano.
Non si può esportare un modello di valori:le poste lo fanno con i pacchi con successo,gli States lo fanno con la petrol/democrazia,con successo/insuccesso.
Sarà anche un deterrente contro l’evasione fiscale,sarà anche la forma più pura di libertà,sarà pure libera informazione in libero stato ma questi discorsi lasciamoli ai think thank o alla Svezia.
Noi siamo sempre noi,l’Italia,la Repubblica parlamentare con i 59 milioni 448 mila 163 abitanti all’ultimo censimento,i 200 miliardi di euro evasi al fisco e i 5 miliardi di euro provenienti dal racket.
Alla storia,non ai posteri,l’ardua sentenza.

P.S:per i grillini delusi
Io non mi son mai ritrovato molto nei VAFFANCULO di Beppe Grillo ma sicuramente se fossi stato un suo sostenitore non mi sarei indignato per il fatto che guadagna più di quattro milioni di euro l’anno.
Un ricco non può dire la verità?
Basta con il “anche i ricchi piangano”!
Non si devono avere le pezze al culo per essere credibili.
E poi svegliatevi:quanto pensavate guadagnasse?