Ridateci Montanelli!

11 giugno, 2008

Dove sono i cari,grandi giornalisti di un tempo?
Dove sono le firme dei galantuomini di un’Italia,genuina,che fu?
Il Corriere dello Sport:”Disastro Donadoni!”…TuttoSport:”Ridateci Lippi!”
Avrei potuto chiudere questo post con l’espressione che ho fatto leggendo quest’ultimo titolo,ma non l’ho immortalata.
Arrivo subito al dunque:il giornalismo oggi è fatto da tifosi,da istrionici tipi da “bar dello sport”.
Devi difettare di un bel pò di storia del giornalismo per essere così arrogante e sgarbato nei confronti di un professionista chiamato a ripetere un impresa,quella di Lippi appunto,oltre la quale,per una nazionale,non esiste nulla.
Non amo Donadoni e credo che allenare la nazionale significhi avere ben altra esperienza che la sua,alla guida di una squadra.
Amo,però,lo stile e il rispetto.
Donadoni si gioca in un mese la reputazione di allenatore,le simpatie di una nazione e conseguentemente la sua carriera da commissario tecnico.
E’ una persona che non ha dalla sua parte i risultati:non è soltanto semplice ma è anche da vigliacchi sparare sulla croce rossa.
Ieri in campo ci sono andati anche undici calciatori che non hanno saputo reggere il confronto.
Si rifaranno,gioremo e sarà merito anche del commissario tecnico;e allora comprerò TuttoSport per leggere come ci si passa con disinvoltura da Piazzale Loreto a Piazza Venezia.
I bambini mitizzano i calciatori perchè non hanno ancora gli strumenti necessari per astrarre e capire che dietro una figurina c’è un uomo come il loro papà o il loro vicino di casa.
I giornalisti devono sapere che dietro un CT c’è un uomo,un professionista che merita rispetto:basta con la concezione del tutto italica che in quel milione di euro di stipendio sia compreso lo scherno e il linciaggio,solo perchè stai guidando una cosa di tutti,come la nazionale.
Va bene che nel belpaese siamo cinquantasei milioni di allenatori e ci crediamo tutti in grado di essere meglio di chi sta guidando la nostra squadra del cuore,ma ricordiamoci che vincere non è mai semplice,che ogni torneo fa storia a se (i campioni del mondo del 1982 non si qualificarono nemmeno agli europei) e che Donadoni è venuto nel momento più difficile:un periodo dove non si è chiamati a costruire un impresa (compito già difficilissimo) ma a ripeterla.
Prima di tutto il rispetto,signori…chiedere classe,visti i personaggi,è pretendere troppo!

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Gomorra,un mancato film per una mancata palma d’oro!

4 giugno, 2008

Uci cinemas di Casoria:ore 22:25,Lunedì 2 Giugno 2008.
Tabellone proiezioni : Sex and the City (22,50) Gomorra (22,40) Indiana Jones….(22,45) Il divo (22,30)
Leggo i posti disponibili.Alcune sale ne hanno ancora una centinaia:eccezione fatta per Gomorra,unità rimanenti invendute 5.
Sono in fila e penso che sarebbe stata la quarta volta che avrei sentito dire:”Gomorra tutto esaurito”.
Supero tutti dirigendomi verso la signorina in maglietta gialla e cappellino della dirigenza,”Gomorra!”.
C’è solo prima fila laterale,mi dice.Mi sarei seduto anche sulle scale,rispondo in mente.
Inizia il film,il pubblico si esalta quando sullo schermo di 10 metri compare in rosa scuro GOMORRA.
E’ come se ognuno di loro avesse letto il proprio nome e cognome.
Inizia il film,dicevo:subito morti,sangue,centri estetici.
Mi fa un certo effetto vedere un film di stampo internazionale e conoscere personalmente quasi l’intero cast.
Uno ragazzo seduto dietro di me sussurra all’amico:”ma è o’ film che fa accussì o è a me cà m’aggir a’ capa?!”.
Le inquadrature sono veloci e accompagnano i movimenti dei personaggi,in prima fila davvero vien da staccare lo sguardo.
Musica di sottofondo a cura dei due neomelodici più gettonati del momento,telecamera che rasenta l’amatoriale,qualche attore che dimostra di essere stato preso dalla strada e qualche comparsa che non avrà capito che non si deve guardare l’obiettivo.
Tutto voluto,si.
Abbondanti primi piani,campi lunghi a iosa.
Il regista classe 68 da Roma non ha forzato la mano perchè ha pensato di restituire allo spettatore la realtà così come è.
Mi fermo e penso:positiva come cosa!
Poi rifletto e immagino la scena:Garrone è a piazza del Popolo,prende un caffè con un amico.
Squilla il telefono,è Procacci (quello di Fandango):si fissa un appuntamento.
Il progetto è di quelli che partono nell’occhio del ciclone,non si può rifiutare.
Gomorra di Saviano,1000000000 di copie vendute:la gente usa più i cinema che i libri,il botteghino sarà sicuramente sbancato!
Non basta leggere il libro,bisogna anche capire a fondo la realtà.
Garrone si sarà fatto un culo così:telegiornali tutte le sere,quotidiani tutte le mattine,operazione di sondaggio di tutte le dicerie della gente.
Eccolo fatto il calderone dei problemi di Napoli:camorra e droga (presente),rifiuti e intossicazione dell’ambiente(presente),contaminazione delle nuove generazioni e microcriminalità (presente).
Per lui che è vissuto 40 anni a Roma è fin troppo.
Ritorno in sala,c’è uno che parla al telefono e non è il solo.Qualcuno più educato ride.
Non è certo questo un problema prioritario ma dà una forte impronta del problema,e non era inserito nel calderone.
L’ignoranza della gente,l’omertà di chi come me non ha detto niente alla persona che,con il cellulare,ha avvisato alla sorella che era al cinema a vedere Gomorra.
Manca tutta la parte di chi reagisce e si ribella al pizzo,di quelli che devono scappare dalla propria città per avere un futuro,una classe politica assente,i diritti che sono concessioni,tutta la maggioranza che fa una vita normale spaccandosi la schiena e che si macchia dell’errore più grande,quello di subire passivamente.
Nel film gente comune non c’è,ogni inquadratura nasconde dietro di se la collusione con l’uno o l’altro schieramento.
Come se Napoli fosse tutta scissionisti contro fedeli.
Sono da sempre sostenitore del fatto che la realtà non bisogna nasconderla in casa per vergogna perchè tanto un milanese,a mio parere, è colpito quanto me dalla vergogna camorra o dall’affare rifiuti.
E non solo perchè i residui tossici provengono dalle industrie del Nord ma perchè Napoli è un problema nazionale.
Gomorra-libro aveva un senso:un testo di denuncia che faceva nomi e cognomi,non mosso dalle lobby economiche perchè non si aspettava un tale successo,un faro di luce su un sistema che molti non sapevano così ben organizzato.
Il cinema è tutt’altra cosa:ogni canale di comunicazione ha il suo linguaggio.
Questo è definibile come un documentario mal girato,in fretta e in furia.
I personaggi non sono ben curati per dire che ho assistito alla rappresentazione della storia di 4 pedine del triste scacchiere napoletano.
Manca tutta l’origine,tutta la complessità dell’esistenza di un individuo che ne determina le scelte future.
Per fare un film non basta mettere una telecamera per strada:il cinema è raccontare una storia,lanciare un messaggio,dire la propria.
Unica spiegazione è che si voleva dare una parvenza generale come a dire:”è uno spaccato di una realtà che di questi esempi ne ha molti.”
Nel cinema il troppo vago lascia sempre dietro di se un senso di incompiuto,di superficiale.
E non è nemmeno un esempio di film di genere:il celeberrimo “Il Camorrista” di Tornatore,sempre tratto da un libro è un esempio riuscito di come una realtrà così complessa non si può trattare con presunzione di esaustività;sarebbbe stato preferibile di gran lunga la trattazione di un campo meno ampio ma allo stesso tempo più efficace.
Sarebbe stato molto semplice elogiare un film che è comunque in cima alle classifiche ed è piaciuto.
La palma d’oro non l’avrebbe mai vinta perchè comunque dietro ogni festival c’è la politica e dietro la politica oltralpe c’è un forte senso nazionale.
I giurati stranieri saranno stati colpiti da ciò che accade nel film:molto ingegnoso Garrone nel rendere in chiave così paradossale ed esagerata la realtà.
Il guaio è che la situazione è più grave di quella che emerge da Gomorra,ma non è così semplicisticamente spiegabile
Di artistico questo film ha solo l’interpretazione di qualche attore anche se in linea di massima è recitato molto pacchianamente.
Uci cinemas di Casoria,ore 00:45..Molti se ne sono andati prima della fine del film e solo 3 hanno applaudito.
Troppo lungo,scontato,fatto male.