Gomorra,un mancato film per una mancata palma d’oro!

Uci cinemas di Casoria:ore 22:25,Lunedì 2 Giugno 2008.
Tabellone proiezioni : Sex and the City (22,50) Gomorra (22,40) Indiana Jones….(22,45) Il divo (22,30)
Leggo i posti disponibili.Alcune sale ne hanno ancora una centinaia:eccezione fatta per Gomorra,unità rimanenti invendute 5.
Sono in fila e penso che sarebbe stata la quarta volta che avrei sentito dire:”Gomorra tutto esaurito”.
Supero tutti dirigendomi verso la signorina in maglietta gialla e cappellino della dirigenza,”Gomorra!”.
C’è solo prima fila laterale,mi dice.Mi sarei seduto anche sulle scale,rispondo in mente.
Inizia il film,il pubblico si esalta quando sullo schermo di 10 metri compare in rosa scuro GOMORRA.
E’ come se ognuno di loro avesse letto il proprio nome e cognome.
Inizia il film,dicevo:subito morti,sangue,centri estetici.
Mi fa un certo effetto vedere un film di stampo internazionale e conoscere personalmente quasi l’intero cast.
Uno ragazzo seduto dietro di me sussurra all’amico:”ma è o’ film che fa accussì o è a me cà m’aggir a’ capa?!”.
Le inquadrature sono veloci e accompagnano i movimenti dei personaggi,in prima fila davvero vien da staccare lo sguardo.
Musica di sottofondo a cura dei due neomelodici più gettonati del momento,telecamera che rasenta l’amatoriale,qualche attore che dimostra di essere stato preso dalla strada e qualche comparsa che non avrà capito che non si deve guardare l’obiettivo.
Tutto voluto,si.
Abbondanti primi piani,campi lunghi a iosa.
Il regista classe 68 da Roma non ha forzato la mano perchè ha pensato di restituire allo spettatore la realtà così come è.
Mi fermo e penso:positiva come cosa!
Poi rifletto e immagino la scena:Garrone è a piazza del Popolo,prende un caffè con un amico.
Squilla il telefono,è Procacci (quello di Fandango):si fissa un appuntamento.
Il progetto è di quelli che partono nell’occhio del ciclone,non si può rifiutare.
Gomorra di Saviano,1000000000 di copie vendute:la gente usa più i cinema che i libri,il botteghino sarà sicuramente sbancato!
Non basta leggere il libro,bisogna anche capire a fondo la realtà.
Garrone si sarà fatto un culo così:telegiornali tutte le sere,quotidiani tutte le mattine,operazione di sondaggio di tutte le dicerie della gente.
Eccolo fatto il calderone dei problemi di Napoli:camorra e droga (presente),rifiuti e intossicazione dell’ambiente(presente),contaminazione delle nuove generazioni e microcriminalità (presente).
Per lui che è vissuto 40 anni a Roma è fin troppo.
Ritorno in sala,c’è uno che parla al telefono e non è il solo.Qualcuno più educato ride.
Non è certo questo un problema prioritario ma dà una forte impronta del problema,e non era inserito nel calderone.
L’ignoranza della gente,l’omertà di chi come me non ha detto niente alla persona che,con il cellulare,ha avvisato alla sorella che era al cinema a vedere Gomorra.
Manca tutta la parte di chi reagisce e si ribella al pizzo,di quelli che devono scappare dalla propria città per avere un futuro,una classe politica assente,i diritti che sono concessioni,tutta la maggioranza che fa una vita normale spaccandosi la schiena e che si macchia dell’errore più grande,quello di subire passivamente.
Nel film gente comune non c’è,ogni inquadratura nasconde dietro di se la collusione con l’uno o l’altro schieramento.
Come se Napoli fosse tutta scissionisti contro fedeli.
Sono da sempre sostenitore del fatto che la realtà non bisogna nasconderla in casa per vergogna perchè tanto un milanese,a mio parere, è colpito quanto me dalla vergogna camorra o dall’affare rifiuti.
E non solo perchè i residui tossici provengono dalle industrie del Nord ma perchè Napoli è un problema nazionale.
Gomorra-libro aveva un senso:un testo di denuncia che faceva nomi e cognomi,non mosso dalle lobby economiche perchè non si aspettava un tale successo,un faro di luce su un sistema che molti non sapevano così ben organizzato.
Il cinema è tutt’altra cosa:ogni canale di comunicazione ha il suo linguaggio.
Questo è definibile come un documentario mal girato,in fretta e in furia.
I personaggi non sono ben curati per dire che ho assistito alla rappresentazione della storia di 4 pedine del triste scacchiere napoletano.
Manca tutta l’origine,tutta la complessità dell’esistenza di un individuo che ne determina le scelte future.
Per fare un film non basta mettere una telecamera per strada:il cinema è raccontare una storia,lanciare un messaggio,dire la propria.
Unica spiegazione è che si voleva dare una parvenza generale come a dire:”è uno spaccato di una realtà che di questi esempi ne ha molti.”
Nel cinema il troppo vago lascia sempre dietro di se un senso di incompiuto,di superficiale.
E non è nemmeno un esempio di film di genere:il celeberrimo “Il Camorrista” di Tornatore,sempre tratto da un libro è un esempio riuscito di come una realtrà così complessa non si può trattare con presunzione di esaustività;sarebbbe stato preferibile di gran lunga la trattazione di un campo meno ampio ma allo stesso tempo più efficace.
Sarebbe stato molto semplice elogiare un film che è comunque in cima alle classifiche ed è piaciuto.
La palma d’oro non l’avrebbe mai vinta perchè comunque dietro ogni festival c’è la politica e dietro la politica oltralpe c’è un forte senso nazionale.
I giurati stranieri saranno stati colpiti da ciò che accade nel film:molto ingegnoso Garrone nel rendere in chiave così paradossale ed esagerata la realtà.
Il guaio è che la situazione è più grave di quella che emerge da Gomorra,ma non è così semplicisticamente spiegabile
Di artistico questo film ha solo l’interpretazione di qualche attore anche se in linea di massima è recitato molto pacchianamente.
Uci cinemas di Casoria,ore 00:45..Molti se ne sono andati prima della fine del film e solo 3 hanno applaudito.
Troppo lungo,scontato,fatto male.

Una risposta a Gomorra,un mancato film per una mancata palma d’oro!

  1. Alberto scrive:

    menomale che non hai raccontato la trama del film perchè io non l’ho ancora visto ( mannaggia !!!! ) anche se intravedo una certa insoddisfazione nella tua visione. Io penso che l’omertà non si può rappresentare facilmente tramite un film, in noi napoletani fa parte oramai del nostro dna ed è qualcosa di naturale che è difficile rappresentare; se posso uscire leggermente fuori tema il nastro adesivo che ci ha messo sulla bocca la camorra si sta presentando come un’arma con cui ci facciamo male da soli visto che non siamo capaci di ribellarci in maniera veemente allo schifo in cui siamo ridotti ( e non mi dire che quelle quattro manifestazioni sono una protesta !!! ) . Fatto sta che agli inizi del’800 noi siamo stati capaci di ribellarci violentemente all’impero napoleonico ( non uno qualunque !! ) durante l’epoca di Murat perchè i francesi volevano sostituire alle statue religiose quelle dei grandi condottieri occidentali ma purtroppo oggi la realtà è ben diversa. Altra nota su cui sembra importante soffermarmi è la tua critica al film , come già ti ho detto non ho visto il film però saviano quando ha scritto gomorra ( se hai letto il libro te ne sarai accorto ) non lo ha fatto per parlare della realtà camorristica in generale ma lo ha fatto per analizzare gli intrecci che ci sono tra il danaro e quindi gli investimenti che ne derivano nell’industria da parte di grandi investitori ( appunto i camorristi ) e come tutto ciò possa essere un buon vaso di pandora da cui escono fuori odi, attriti, fiumi di sangue, minacce, arresti e quant’altro. In pratica la morale del libro è che il danaro è stato inventato si come forma di baratto quindi teoricamente pronto a facilitare la vita dell’uomo ma spesso e volentieri quando qualcuno ne ha in quantità superiore agli altri lo usa a scapito degli altri e a volte anche sfruttandoli.

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