Comandante!

 Avete presente la sensazione di quando rivedete un film dopo tanti anni e, grazie alle nuove esperienze/conoscenze, riuscite a capirne meglio alcuni aspetti, a ridere con più gusto di certe battute o a carpirne con più profondità la critica?
Bene.
Ora fate scorrere il rewind dei vostri ricordi a ritroso, come a cercare un momento preciso, un giorno in particolare e soffermatevi su quello che vi appare più nitido, più ricco di particolari.
Come direbbe Giovanni Muciacia da Art Attack o,nella migliore delle ipotesi, Fiorello: “Fatto?”
A me è capitato questa mattina.
Mi è venuto in mente un giorno del liceo, uno di quelli in cui sei contento perchè non si fa lezione.
Si andava al cineforum, titolo della proiezione :”Comandante” di Oliver Stone, documentario su Fidel Castro, dittatore di Cuba.
Aberrante.
Una celebrazione in bello stile di un uomo che tiene in ostaggio un’isola da quasi cinquanta anni.
Che bella immagine ne uscì del paese dei sigari e del rhum: un’isola dove si studia gratis, ci sono i migliori medici del mondo, e le medicine costano poco ma soprattutto un’isola che riesce a vivere nonostante l’embargo perchè c’è la libertà. Libertà? Libertà?!
Non dimenticherò mai l’applauso finale di tutti e il mio conseguente odio verso il  loro egoismo.
E le ragazzette che si vendono ai turisti di tutto il mondo in cambio di una cena perchè non sono mai andate in un ristorante?
E il diritto al voto?
E la doppia moneta contante che circola sull’isola (i cubani pagati con una moneta poverissima e gli affari turisti gestiti in dollari)?
E i morti o i prigionieri rinchiusi perchè avversi al regime?
E la gente che non può uscire dall’isola perchè chiamata a contribuire alle sorti di una nazione liberticida?
Lo sapete ora a Cuba la gente cosa sta facendo?

Stanno combattendo contro i danni di due uragani, ancora oggi dopo un bel pò di mesi.
I giornali oramai non si ricordan più chi sono Gustav e Ike ma i cubani li ricorderanno ancora per molto tempo.

Questo sfogo lo voglio dedicare a chi è ancora in tempo per rettifcare quell’applauso, a chi ha un pò di tempo per leggere “Generaciòn Y” (http://www.desdecuba.com/generaciony/) e alla proprietaria di quel blog, Yoani Sanchez, che ha ringraziato anticipatamente me per la pubblicazione di questo articolo e voi per la lettura.

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