Del doveroso lutto nazionale

Statisticamente dico cose inesatte, se si prende a parametro di verità l’opinione più diffusa.
In questo momento storico, in questo preciso paese, a questa specifica età, mi sento assolutamente fuori dal sistema.
E, cosa ancor più grave, mi sento fuori dalle logiche di questo vortice, in una condizione di ignoranza assoluta: ignoro il perchè!
Perchè, cari consociati, la morale vi ingabbia?
Odiate il fascismo ma siete fascisti con voi stessi: uno stato non può, per perseguire il fine ultimo, far divenire lo scopo più importante dei fruitori stessi che dovrebbero goderne.
Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.
Non esiste una morale che si scinda dall’uomo.
L’uomo è l’apriori della vita sociale non i valori, quelli siamo noi a determinarli.
Ora, se voi dissentite, cade l’assioma e addio postulato e teorema.
Qualora, però, voi acconsentisse, allora spiegatemi perchè dopo la morte di una persona in coma irreversibile da 17 anni, dobbiamo sottoporci ad una doverosa procedura di partecipazione al dolore in forma pubblica, con rilevatore auditel.
Le televisioni oramai si erano preparate a seguire il protocollo della Cassazione: Eluana doveva morire entro una decina di giorni, per quella data sgomberiamo palinsesti e prepariamo fazzoletti asciugalacrime.
Poi l’imprevisto: madrigna tecnologia ha allungato la vita della giovane Eluana per 17 lunghissimi anni, mamma natura ha posto fine alle sue sofferenze in circa 72 ore.
Ma non voglio aprire un dibattito circa la giustizia o meno della sentenza perchè io resterò della mia idea e il comitato etico (basterebbe il nome…) della sua.
Solo che Enrico Mentana si dimette da direttore editoriale e da conduttore di Matrix perchè non ha potuto gareggiare con il rivale della tv pubblica e Chiambretti che, stimavo tantissimo, inizia da tre puntate con il ricordo di Eluana mostrando immagini del funerale (per l’audience da specificare che non c’erano i genitori) e portando a modello le parole del padre della giovane.
“Lasciatemi solo!”, dice lui. “Magari se dovete starmi vicino compratevi il libro” aggiungo io. Per la fascia degli abituali lettori dei primi scaffali Feltrinelli: Beppino Englaro, “Eluana”, Rizzoli.
Sua santità Bruno Vespa ha la coscienza apposto, indulgenza costata una puntata speciale di Porta a Porta al posto della serie poliziesca “IL bene e il male” (titolo molto originale, classica genialata).
Ma il pubblico non è contento, Mediaset non ha allestito la camera ardente nella sua stanza più pregiata e quindi che muoia Berlusconi (figlio) e tutti i filistei.
Io già immagino.
Rai Uno.è morta Eluana. Simona ventura channel: è morta Eluana. Rai tre:è morta Eluana. Emilio Fede house:è morta Eluana. Canale 5: è morta Eluana. Italia 1:è morta Eluana. La 7, la tv del distacco dalla massa:E’ morta Eluana! (il distacco è la lettera maiuscola).
Solo così avremmo potuto ambire alla vita eterna, e invece voi undici milioni di spioni del grande fratello e amanti di Mara Maionchi e Dj Francesco ci avete costretto a penare qui, tra una legge al senato e un libro che casualmente è uscito oggi dopo 17 anni.
Pensandoci bene, sapete cosa vi dico? Dal momento che oramai, a causa di quelli che fanno il palinsensto, siamo destinati alle fiamme eterne, ora dico proprio come la penso, tanto che volete che sia un anno in più tra le fiamme dell’inferno?!
Io sono stato proprio felice di vedere che il GF è andato in onda e che X factor non si è fermato (per quanto mi riguarda potevano essere anche Schindler’s List e La vita è bella) ; e mi ha proprio roso il culo la puntata di Vespa e il preview di Chiambretti.
Qui due sono le cose: o alziamo i toni della discussione e parliamo di testamento biologico e via discorrendo, o facciamo la solita chiacchierata da autobus con tanto di collegamento dalla casa di cura di Udine con l’indicazione precisa dell’ora della morte.
Se vogliamo sondare l’italico pensiero circa la futura doverosa legge da fare, allora è inutile prendere a pretesto il giorno della morte di Eluana per sfruttare il canale mediatico di un simile accadimento.
Parliamone dopodomani, o fra quattro giorni, tanto nessuno se la dimentica la storia.
Da che l’Italia ha una identità in senso politico non è mai stata fatta una legge in tal senso, ora bisogna farla in due giorni.
Se invece vogliamo continuare a fare i soliti moralisti che devono essere virtualmente presenti al dolore, il discorso è diverso.
Che Vespa liberi lo studio del plastico della casa di Cogne e del coltello di Annamaria Franzoni e allestisca un bel lettino con tanto di respiratore e flebo.
E attenzione, io non condanno le vecchiette che vogliono vedere il televisore con il rosario in mano e sapere se per il funerale sarà usata una bara bianca o marrone: per quello Emilio FEDE basta e avanza.
E non voglio nemmeno sostenere che il Grande Fratello o X factor siano programmi nobili tanto da poter essere comunque elettivi dell’animo tanto quanto la morte di una ragazza (chi mi conosce lo sa che reputazione ho dei reality, ma quello è un altro articolo).
Il fatto è che io non mi sentirei in colpa se quella sera volessi guardare un film di Verdone o giocare a briscola (o a poker texas hold’em per alzare lo share).
E se fossi stato Chiambretti non mi sarei sentito in dovere di iniziare tre puntate con le parole del padre di Eluana e con uno pseudo lutto nei toni.
Il Chiambretti Night Show non è un programma di approfondimento etico-sociale o politico e quindi potrebbe trattare di Eluana solo in quanto persona morta.
E allora fermiamo le partite di calcio e i Cesaroni ogni qual volta viene stuprata una donna, o crepa un essere umano magari di morte anche più violenta di quella che ha subito Eluana, magari senza nemmeno la giustificazione di una sentenza (in quel caso legge dello stato).
Per la fine del 2009 gran parte dell’Italia sarà ALL DIGITAL: avremo tutti il segnale esclusivamente digitale terrestre.
Molti più canali, molte più camere ardenti e molti più reality.
E io continuerò a non sentirmi in colpa di sbavare su Belen Rodriguez se contemporaneamente Bin Laden minaccerà l’occidente.
Ma io si sa, sono una pecorella smarrita.

5 risposte a Del doveroso lutto nazionale

  1. Nazareno Nicoletti scrive:

    La cosa scandalosa è l’enorme conflitto d’interessi: se non ci fosse, l’accaduto non avrebbe tanta risonanza, anzi, probabilmente, non ci sarebbe mai stato un caso “Mentana”. Quell’infame di un nano usa il suo imperante potere mediatico per veicolare le informazioni e l’agenda politica. E’ una cosa abominevole il modo in cui è stata strumentalizzata la vicenda di Eluana, e la questione del Grande Fratello è solo una delle conseguenze di un’indecorosa entrata del Presidente del Consiglio in una tragedia familiare. Tragedia che era stata chiusa dalla Corte di Cassazione, e a cui il governo si è opposto violando uno dei principi fondamentali dello Stato Moderno basato sulla tripartizione del potere. Vicenda che non ha nulla a che fare né con le questioni filosofiche né con quelle di bioetica, e neppure con la Chiesa Cattolica. Berlusconi ha dimostrato quanto, a giusta ragione per un imprenditore, sia importante anteporre il ritorno economico e il profitto a qualsiasi altro valore.
    La Mediaset controlla 3 delle 7 reti che possono ancora trasmettere via etere su tutto il territorio nazionale (e qui ci si dovrebbe ricordare della “salva rete4”), e quindi è a tutti gli effetti una rete nazionale, anche se non è statale ma privata. La televisione nel XXI secolo è lo strumento pubblico che puo’ essere paragonato alla piazza greca, dove il cittadino, anche se nella maggior parte dei casi quello meno istruito, può trovare la sua rappresentanza. E’ stato Berlusconi a far diventare pubblica una vicenda come quella di Eluana che era per lo più nota soltanto per le sue implicazioni intellettuali e filosofiche e relegata agli articoli di fondo delle grandi testate giornalistiche. Berlusconi ha fatto sì che il caso Englaro divenisse una partita di calcio, un deby d’italia, o perché no un derby milanese. I telespettatori sono stati trasformati in tifosi, veicolati dalla solita disinformazione parassitaria che alberga sulle reti nazionali (se si escludono Rai3 e La7). Berlusconi ha fatto prima battere il calcio d’inizio ma ha poi oscurato la partita preferendogli la tettona del Grande Fratello. Una storia che è stata strumentalizzata e distorta a fini elettorali e di consenso mediatico. Mentana è un leccaculo e si sa, ma Berlusconi ha dimostrato ancora una volta di essere un grande imprenditore e anche un grande incoerente data l’affezione che aveva dimostrato nei confronti di Eluana.
    Come ha detto Zagrebelsky il nuovo governo non usa più il potere come fine per il benessere della comunità, ma come mezzo: il potere per il potere, circolo vizioso condizionato dall’opinione pubblica che detta gli impegni giornalieri: non c’è né un piano né un’azione durativa, solo il potere per il consenso, e ancora per il potere. Quindi Berlusconi aveva , kantianamente parlando, un imperativo morale: doveva far andare in onda Mentana. Se non altro perché era stato lui a fischiare l’inizio della partita.

  2. Luigi Carbone scrive:

    Caro Nazzareno,
    il tuo commento risente di tutto quell’ingabbiamento mentale che ha ridotto la politica della sinistra italiana ad un continuo attacco all’avversario.
    Se davvero Berlusconi avesse le colpe di tutti i mali italiani, allora dovreste iniziare a prendervela con tutto il sistema italia che,per amor di patria, mi sforzo di immaginare non riconducibile ad un’unica persona.
    Per me Berlusconi in questa vicenda non ha recitato altro che il ruolo di un Presidente del Consiglio eletto da una maggioranza profondamente legata ai valori cattolici e intimamente intrecciata con le visioni di un clero oramai sempre più politico.
    Mi sembra molto strano il tuo attacco a Berlusconi quando poi la tv a lui riconducibile è stata l’unica a non usare la sua vetrina più importante per parlare della morte di Eluana.
    Altro punto del commento a me poco chiaro è il riferimento ad un iniziale momento nel quale l’italica attenzione si sarebbe spostata verso dibattiti intellettuali circa il cosiddetto testamento biologico: il solo fatto che si è dovuta aspettare la pubblicità di un caso così singolare per parlare di un problema di tale caratura, ci dovrebbe indurre a scorgere gli estremi per qualificare in modo negativo le discussioni pseudo-filosofiche che accompagnavano in modo spudoratamente mediatico le discussioni in tal senso.
    Dalle tue parole scorgo un netto contrasto tra la tua e la mia idea di democrazia: democrazia è proprio il fatto che alla fine ha vinto una sentenza della Cassazione, che il colle ha rifiutato di firmare un decreto legge che non riteneva rispettoso della Costituzione.
    Se la democrazia fosse piegabile da un individuo cattivo come il diavolo di arcore, il problema sarebbe del sistema non del satana di turno.
    Democrazia è avere rai tre totalmente relegata alla critica di sinistra?
    Questa non è altro che il fallimento di un’intera classe di pensiero: voi non portate modelli nuovi ma modelli identici con diversi attori.
    Se fosse tutto rai 3 e la 7, chi garantirebbe la maggioranza di italiani che la pensa diversamente?
    Va bè si sa, quasi dimenticavo , il probema principale è sempre il conflitto di interessi

  3. Nazareno Nicoletti scrive:

    Mi permetto di dissentire almeno in tre punti:
    1) Berlusconi e il governo non sono per niente identificabili con una morale cattolica, della religione cristiana se ne sono sempre fottuti: hanno soltanto strumentalizzato una vicenza per crearsi un’identita politica e ideologica, rubando potenziali elettori ai cattolici indecisi e all’UDC. Il loro unico credo si chiama “potere” a dispetto di qualsiasi valore.
    2) Non capisco: allora tu ammetti che ci siano 5 canali su sette decisamente appannaggio della destra soltanto perchè la maggioranza degli italiani ha espresso un consenso per Berlusconi? Io credo che il motivo sia perchè Berlusconi controlla tre reti come Presidente del Consiglio e tre le possiede. E poi il problema non è Santoro, nè tantomeno il Tg3 e nemmeno Emilio Fede. Il giornalismo e la stampa dichiarata non nuoce in alcun modo. Il problema è nella veicolazione dell’informazione che si spaccia per obiettiva ma è invece distorta.
    3)C’è un problema di democrazia se un Presidente che ha giurato sulla Costituzione dice che questa è filosovietica e la cambierà a colpi di maggioranza e di improbabili plebisciti (salvo poi smentirsi). Il problema, che tu non afferri, o forse non vuoi afferrare, è che non doveva nemmeno essere messa in dubbio la vittoria della Cassazione, perchè non ci doveva essere nessuna partita tra due poteri dello Stato nettamente separati. Già questo mi fa pensare che c’è un problema di democrazia, anzi che incombe un regime autoritario. Le prime cose sintomatiche si possono vedere nello svuotamente degli altri poteri:legislativo (a forza di decreti), di quello giudiziario (vogliamo ricordarci della separazione delle carriere?) e di quello giornmalistico (le intercettazioni).
    Non meriti risposta sulla questione del conflitto di interessi, è un problema che le altre democrazie hanno risolto da tempo. E’un problema tutto italiano, solo italiano; ed è un problema fondamentale sottolineato da Platone più di duemilatrecento anni fa, non credo di esagerare se la ritengo una questione prioritaria.
    A me non piace fare degli interventi populistici e demagogici, se devi scrivere qualcosa, che sia la tua idea, non mi interesse se di destra o di sinistra, ma sia corretta nelle informazioni. Credo che il Presidente della Camera vi stia dando un esempio di cosa significhi essere uomini di destra.

  4. Nazareno Nicoletti scrive:

    Aggiungo un’altra cosa che mi era sfuggita: è ignobile e davvero molto crudele l’allusione che tu fai al libro.
    Monti ragazzi dell’interland napoletano, oggi, dicono che Saviano ha scritto quel che ha scritto solo per fama e denaro. Sono parole incommentabili. Un discorso molto simile al tuo. Spero di aver frainteso.

  5. Luigi Carbone scrive:

    Dissento apertamente con te quando scindi clero e destra italiana: Berlusconi ha sempre capito con arguzia che le vittorie elettorali si conquistavano prima di tutto in chiesa e quindi anche la questione Eluana è partita dalla parte più cattolica del Pdl.
    Per quanto riguardo il discorso telecomunicazioni non ho affatto detto che ci siano 5 reti controllate dalla destra e non voglio nemmeno giustificarne l’esistenza.
    Ho detto semplicemente che gli esempi che tu citavi (rai 3 e La 7) non sono gli esempi di un giornalismo che rende una libera informazione ma l’identico sintomo degenerativo di un sistema giornalistico che non riesce a non pendere ESCLUSIVAMENTE da un lato.
    Rai 3 è un bene di tutti, la pagano tutti ma è apertamente schierata a sinistra.
    Questo è veicolare l’informazione perchè si riporta il suono di una sola campana.
    Circa la lotta tra i due poteri dello Stato ti voglio fare luce sulla questione da un punto di vista “amatorialmente tecnico”: il nostro sistema prevede che non sia possibile da parte del giudice sentenziare con un cosiddetto NON LIQUET,ovvero che anche nel caso il giudice non riuscisse a fondare la sua motivazione alla luce di un articolo o di una legge che prevedeva il caso (e la sua risoluzione), deve comunque prendere una decisione.
    Sono pienamente d’accordo che i poteri devono essere distinti e separati ma capirai che l’esecutivo che indirizza politicamente il Parlamento si è trovato di fronte ad una situazione talmente paradossale e complicata che poteva vedere accordata la possibilità di staccare la spina per Tizio e l’intimazione a proseguire l’idratazione per Caio.
    Continuo a scorgere nelle tue parole un forte blocco mentale nell’approccio ai problemi politici del paese: non fai altro che parlare del conflitto di interessi, della fine della democrazia,di attentati alla Costituzione.
    E onestamente trovo letteralmente ridicola la paura di trovarsi nel bel mezzo di una deriva in senso dittatoriale.
    Berlusconi è là perchè il popolo sovrano gli ha concesso l’opportunità di governare il paese per 5 anni, Berlusconi promuove leggi che trovano sempre il puntuale controllo della Corte Costituzionale.
    Riguardo il capitolo Costituzione, ovviamente non posso condividere l’attributo “filosovietico”, ma sono entusiasta dell’opera che il presidente del consiglio sta promuovendo per scuotere le retrograde concezioni secondo le quali la Carta non può essere in alcun modo toccata.
    E’ quell’articolo 138 della Costituzione che ti fa capire che l’assemblea costituente era ben chiara che i tempi sarebbero andati avanti e che la carta avrebbe dovuto essere aggiornata.
    E non sto parlando dei magnifici principi fondamentali ma dei problemi che ad oggi rendono il paese governabile solo attraverso la decretazione d’urgenza (abusata da destra e sinistra) perchè il tempo medio per una legge è di un anno e due mesi.
    E’ quell’articolo 138 che protegge il paese da qualsivoglia tentativo di revisione non legittimo nè legittimato.
    Perciò, caro Nazareno, stai tranquillo che la democrazia è salva e lo sarà sempre finchè gli sbagli di chiunque salirà al potere saranno gli sbagli di un uomo legittimato dal popolo, con o senza televisioni.
    Finisco con il dirti che la mia gioia per aver intrapreso con te questa discussione è messa a dura prova dal tuo atteggiamento di presunta superiorità intellettuale che è sinonimo di tutto quella chiusura mentale verso le tesi altrui: in un rapporto dialettico democratico non trovano spazio frasi come “non merita risposta”,” spero di aver frainteso”.
    Se non meritano risposta le mie convinzioni sicuramente errate, allora finirò con il sostenerle a vita continuando a sbagliare se chi detiene la verità se la terrà stretta a se.
    In ogni caso non mi hai frainteso: alla partecipazione sincera per il dolore causato dalla morte di una figlia aggiungo l’indignazione per come il signor Englaro ha condotto la vicenda mediaticamente.
    Apparizioni centellinate nei programmi a maggiore share, preparazione di un libro e sua pubblicazione esattamente nel periodo di maggior successo del caso Eluana.
    Se il caro Beppino avesse voluto scuotere le coscienze avrebbe portato in edicola il suo testo nei 17 anni di degenza della povera Eluana.Lo ha fatto oggi, a 17 euro(anche se trovo giusta la causa che ha mosso tutto).
    Se poi questo lo vuoi associare a ciò che pensano i tizi della provincia su Saviano, allora hai un processo deduttivo che va per parole comuni (minimo comune denominatore la parola “libro”?).
    Comunque sarò lieto di leggerti…

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