Due film con la “X”

Negli ultimi giorni mi è capitato di andare al cinema due volte a distanza di poche ore. Non accadeva da un bel pò!
Ho visto “Ex”, e “Frost/ Nixon, il duello”.
Bhè il primo è stata un vera e propria sorpresa: pensavo fosse il classico film leggero, talmente tanto da sfociare nel patetico.
E invece mi son piacevolmente trovato a guardare un film ben recitato (cast d’eccezione come direbbero nella pubblicità), per nulla volgare e con una fievole ma piacevole vena seriosa che non stonava affatto.
Il tema di fondo è già indicato nel titolo: Tutti, chi solo per poco tempo, chi invece definitivamente, siamo stati/saremo “Ex” nelle nostre tormentate vite sentimentali.
E attorno a questo nucleo di base ruotano cinque storie molto carine che avranno tutte una propria, curata, autonomia, e un proprio finale.
Sicuramente non sarà un film da palma d’oro ma senza dubbio è un ottimo modo per trascorrere un paio d’ore con spensierata attenzione.

Per quanto riguarda Frost/Nixon è da premettere che trattasi di tutt’altro genere di film rispetto ad “Ex”, e stavolta non per la differenza di budget (non saranno molto distanti) ma per la diversa trattazione.
Frost / Nixon è la storia del presentatore britannico David Frost, famoso conduttore di talk show degli anni settanta, che si giocò tutte le sue carte professionali ed umane per intervistare il Presidente dimissionario degli Stati Uniti, Richard Nixon, duramente colpito nella sua credibilità politica dallo scandalo Watergate.
Nixon fu graziato dal suo successore Ford ed uscì di scena senza passare dalla porta di alcun tribunale: questo, intile dirlo, gli americani, sempre bramosi di verità, non lo digeriranno mai.
Proprio per questo ebbero un successo planetario le interviste al Presidente di David Frost, che rappresentano tutt’oggi non solo un baluardo del giornalismo mondiale, ma l’unica forma di pseudo processo condotta all’unico Presidente degli Stati Uniti d’America che ha rischiato seriamente l’impeachment.
Il film tutto sommato è ben fatto, gli attori molto bravi (soprattutto Nixon interpretato da uno straordinario Frank Langella) e la sceneggiatura sicuramente molto netta sia nei tempi che nella fabula.
La chiave di volta del film è efficace, la prospettiva non è obbiettiva ma soggettiva: tutto è visto dagli occhi dei due protagonisti che sanno di doversi giocare tutte le carte in soli quattro round (il sottotilo “il duello” è chiarificatore di questo).
Molto felice è stata la scelta di non bypassare la fase di fortissima difficoltà che ha accompagnato il Presidente nelle sue dimissioni e il presentatore nella ricerca frenetica di fondi, sponsor e produzioni disposti a sorreggere un progetto ambizioso quanto rischioso.
Sbavatura del film è stata la cura del personaggio Frost, troppo approssimativo nei tratti interiori rispetto alla cura di un Nixon che ha rasentato la pantomima per la precisione e l’abilità dello sceneggiatore e dell’attore.
Il film si presenta anche come un ottimo spaccato dello show-business americano, almeno alla fine degli anni settanta, tutto stilizzato nel binomio amico/nemico, e poco confortevole per la tenacia ingombrante di un “semplice” presentatore di talk show, destinato ad essere etichettato come tale per tutta la sua vita (almeno quella produttiva).
Molto apprezzabile ho trovato il parallelismo rischioso che il regista ha messo in campo tra le due figure principali.
Due personaggi che sono lontani anni luce ma che si ritrovano a versare le stesse gocce di sudore nello stesso ring.
Nixon, a margine di un’esistenza controversa, cerca di riabilitare quell’onore che gli americani avevano sottratto lui dopo il Watergate, e Frost, dopo una vita colma di sorrisi stampati in tv e bella vita in giro per il mondo, decide di mettersi in gioco per riabilitare il suo onore in quell’america che lo aveva scartato dal salotto buono costringendolo ad accontentarsi della sperduta Australia, e della piccola Inghilterra.
Due personaggi molto simili, che non macheranno di tenere il pubblico sulle spine e di divertirlo, all’occorrenza.
Due personaggi colti nella loro intimità umana e professionale.
Due personaggi, che la storia voleva ridotti ad uno: vincerà Frost ma il finale, in America si sa, è sempre a lieto fine.

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