Polyteia

Questo è un blog nato da un’idea o meglio da una domanda:è possibile oggi essere cittadini leggendo il dovere in chiave di gratuità?
Il nome di questo spazio deriva dal termine greco che meglio di tutti racchiude l’essenza più nobile di quella che poi i romani chiameranno la “res publica”: “πολιτεία” (politeia) intesa come vivere a trecentosessanta gradi quella cosa pubblica che non può prescindere dal contributo di ogni singolo cittadino (“polítēs” ,appunto).
La vita della cosa di tutti non può essere demandata ciecamente ad altri: una democrazia non può che fondarsi sulla consapevolezza che ogni minimo componente contribuisce all’andamento generale.
Ognuno di noi deve assumersi la responsabilità di come vanno le cose perché queste sono il risultato di ogni singolo nostro comportamento.
Polyteia, scritto con la “y” come a formare una crasi con la radice di “polys” (molto) usato come accrescitivo (non basta il minimo sindacale), è uno spazio virtuale dove discutere di ciò che viene tanto snobbato da quelli che credono la politica un qualcosa di noioso.
E’ noioso se intendiamo per “politica” quello che ruota attorno agli inciuci di palazzo: quello lasciamolo ai partiti.
Noi siamo la società civile e abbiamo l’obbligo sociale di creare, attraverso il confronto dialettico, gli stimoli di cui la classe dirigente deve servirsi per mettere in atto quello che poi dobbiamo recepire, in modo critico, verificandone la corrispondenza con i nostri bisogni. In Italia non c’è questa scissione: siamo tutti, nel nostro piccolo, dei partiti!
Io non ci sto, io parlo volentieri di politica perché è parlare di me,di voi,di tutti!

Una risposta a Polyteia

  1. ivan scrive:

    gentile curatore di questo blog. sono capitato qui per caso vagando per i meandri della rete. la tua iniziativa non è affatto malvagia. condivido infatti la volontà a parlare di politica in modo costruttivo perché viviamo in una società politica. come dice Aristotele, l’uomo è un animale politico, egli non può infatti prescindere dalla cosa pubblica (la res publica di cui parli [“publica” in latino ha una sola “b”]. noto tuttavia un errore di scrittura che volevo segnalarti: la parola greca “politéia” non può essere traslitterata come compare su questa pagina con la “y” perché è una parola legata al termine “polis”(=città) e non “polys” (=molto).non penso infatti che il titolo del blog abbia a che fare con un “molto” indefinibile… ti suggerisco dunque di correggere questo importante dettaglio ortografico.
    un saluto

    ivan

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